"Interventi educativi territoriali"
In collaborazione con l’Associazione GLATAD.
Il servizio educativa territoriale già da tempo era attivo in alcuni Comuni dell’Ambito: riconosciutane l’efficacia e l’importanza, è stato esteso ai Comuni che ne erano sprovvisti e rafforzato in quelli dove era già in atto.
L’intervento ha raggiunto tutti i Comuni dell’Ambito e si è articolato nelle seguenti azioni:
1) intervento educativo personalizzato: sono stati raggiunti ragazzi e famiglie che necessitano di una presa in carico individualizzata;
2) intervento educativo in piccoli gruppi: ha coinvolto i minori che trovano nella dimensione del “gruppo” una maggiore efficacia in termini di socializzazione e integrazione;
3) sostegno genitoriali: sostegno psicologico ed educativo delle figure genitoriali portatrici di un disagio;
4) attività di coordinamento e supervisione: formazione e confronto continuo degli educatori impiegati (in totale n° 10) con gli altri professionisti dell’Associazione Glatad per la rielaborazione dei vissuti e delle difficoltà, l’individuazione dei progetti personalizzati, ecc.
Le attività svolte nelle azioni sopra descritte sono state, a secondo dei casi, di:
- sostegno educativo post-scolastico;
- sostegno alla integrazione e socializzazione;
- sostegno alla genitorialità, osservazione ed intervento sulle dinamiche familiari disfunzionali.
Totale n° ore svolte:
- interventi Educativi Territoriali: n° 3.096 ore;
- sostegno genitoriale: n° 50 ore;
- coordinamento e supervisione: n° 132 ore (a carico del Glatad).
Utenti coinvolti
Totale utenti n° 58 (di cui 33 immigrati e 25 italiani) così distribuiti:
Appignano: n° 9 (di cui 2 italiani e 7 immigrati)
Corridonia: n° 4 (minori italiani)
Macerata: n° 10 (minori stranieri)
Mogliano: n° 9 (di cui 1 italiano e 8 immigrati)
Montecassiano: n° 9 (di cui 8 italiani e 1 immigrato)
Petriolo: n° 2 (1 immigrato e 1 italiano)
Pollenza: n° 7 (minori italiani)
Treia: n° 6 (di cui 1 italiano e 5 immigrati)
Urbisaglia: n° 2 (1 immigrato e 1 italiano)
Obiettivi raggiunti
- miglioramento delle dinamiche relazionali e delle condizioni igienico-sanitarie all’interno di nuclei familiari problematici;
- miglioramento dei rapporti con il mondo scolastico e rafforzamento della motivazione allo studio per alcuni minori;
- presa in carico di alcuni minori a rischio che hanno trovato nell’educatore una figura significativa con cui confrontarsi;
- creazione di alcune realtà aggregative, all’interno di spazi dove sperimentare percorsi di confronto, momenti ludici ed espressivi, occasioni di socialità per superare situazioni di isolamento.